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DaFare(vedi originale inglese): unire (e tradurre) questa pagina e quella in francese che è più completa.

Introduzione

SSH sta per Secure Shell ed è un protocollo per login remoto sicuro e altri servizi di rete sicuri su reti non sicure1. Vedere Secure Shell su Wikipedia per maggiori informazioni generiche e ssh, lsh-client o dropbear per implementazioni software, di cui OpenSSH è il più popolare e utilizzato2. SSH rimpiazza i protocolli non cifrati telnet, rlogin e rsh e apporta molte funzionalità.

In questo documento verrà usata la suite OpenSSH, si presume che siano definite le seguenti due variabili:

remote_host=<il computer remoto>
remote_user=<il nome utente su $remote_host>

Perciò, se si desiderano usare le indicazioni fornite più avanti, come prima cosa impostare queste variabili con il nome del computer remoto e il nome utente su quel computer remoto. Poi i comandi indicati in seguito potranno essere copiati e incollati con successo. remote_host può anche essere un indirizzo IP.

Installazione

Installazione del client

Normalmente il client viene installato in modo predefinito. Se ciò non accadesse, eseguire come root:

apt-get install openssh-client

Installazione del server

Il server permette di connettersi da remoto e si installa eseguendo da root:

apt-get install openssh-server

File di configurazione

I principali file di configurazione sono nella directory /etc/ssh :

In aggiunta questa directory contiene le coppie di chiavi private/pubbliche che identificano l'host:

A partire da OpenSSH 5.73, è disponibile una nuova coppia di chiavi pubblica/privata:

A partire da OpenSSH 6.54, è disponibile una nuova coppia di chiavi pubblica/privata:

Rigenerare le chiavi dell'host

rm /etc/ssh/ssh_host_*
dpkg-reconfigure openssh-server

Login remoto

Con password

Se si desidera fare il login su $remote_host come utente $remote_user digitare semplicemente

ssh $remote_user@$remote_host

e inserire la password. Se il nome utente remoto è uguale a quello locale, si può omettere la parte $remote_user@ e scrivere solamente

ssh $remote_host

Se questa è la prima volta che si fa il login sul computer remoto, ssh chiede se si è certi di volersi connettere. Rispondere "sì" dopo aver verificato il fingerprint e poi inserire la propria password, e ssh effettua il login remoto.

Usando chiavi condivise

Una delle funzioni di ssh è l'uso di una coppia di chiavi privata/pubblica per connettersi ad un host remoto, note anche come chiavi SSH. Questo metodo permette il login ad un host remoto senza dover digitare ogni volta la propria password. Per farlo è necessario generare una coppia di chiavi privata/pubblica sulla macchina locale e depositare la chiave pubblica sull'host remoto.

Per generare la chiave si usa il programma ssh-keygen

ssh-keygen -t rsa

Questo programma genera una coppia di chiavi privata/pubblica nella directory ~/.ssh. Il programma chiede prima i file di destinazione per le chiavi, che sono in modo predefinito posizionati in ~/.ssh. Successivamente viene richiesta una passphrase.

Nota bene: è raccomandato di non lasciare la passphrase vuota. Un autore di un attacco che riuscisse ad ottenere la chiave privata potrebbe altrimenti connettersi agli host dove è stata depositata la chiave pubblica dato che la passphrase è vuota. Scegliere una passphrase lunga e complessa.

La chiave privata è id_rsa (non darla a nessun altro), la chiave pubblica è id_rsa.pub.

Si può copiare la propria chiave pubblica su un host remoto usando il comando ssh-copy-id

ssh-copy-id -i ~/.ssh/id_rsa.pub $remote_user@$remote_host

Ora ci si può connettere semplicemente all'host remoto e verrà richiesta la passphase. Una volta inserita si è connessi all'host remoto. In caso di una nuova connessione la passphrase non viene più richiesta per tutta l'intera sessione.

Gestione delle chiavi

Usando una GUI

seahorse è un'applicazione GNOME che opzionalmente può facilmente gestire chiavi e password di cifratura attraverso un'intuitiva interfaccia utente grafica (GUI). Seahorse può fare varie operazioni, come creare chiavi SSH o PGP, configurarle e metterle in cache (Ulteriori informazioni).

Garantire la sicurezza

SSH Server

Un server SSH è in modo predefinito relativamente sicuro. Con l'aiuto di alcune buone norme d'uso, opzioni di configurazione e utilità esterne è possibile renderlo ancora più ostico per i robot e gli autori di attacchi (cracker).

Buone norme d'uso con server SSH

Opzioni di configurazione

(!) Si dovrebbe modificare il file /etc/ssh/sshd_config per cambiare i parametri e poi riavviare il server ssh con

invoke-rc.d ssh restart

{i} Le opzioni AllowUsers e AllowGroups non migliorano la sicurezza di un server SSH. Ma, in alcuni casi, il loro uso permette di resistere un po' più a lungo ad attacchi con forza bruta.

Utilità esterne

Client SSH

Buone norme d'uso con client SSH

Funzioni aggiuntive

Comandi aggiuntivi

scp

scp è un'utilità a riga di comando che permette di trasferire file tra due macchine.

scp $file_sorgente $utente_remoto@$host_remoto:$file_destinazione

scp $utente_remoto@$host_remoto:$file_sorgente $file_destinazione

sftp

[da scrivere in futuro]

text mode

[da scrivere in futuro]

graphical mode

[da scrivere in futuro]

clusterssh

[da scrivere in futuro]

ssh-agent e ssh-add

ssh-agent è un'applicazione utile per gestire le chiavi private e le loro password. Dovrebbe essere invocato all'inizio della sessione, in una bourne shell in modo simile a questo:

eval `ssh-agent -s`

o in una shell C:

eval `ssh-agent -c`

Quando una chiave privata è necessaria per la prima volta, viene chiesta all'utente la sua password e ssh-agent ricorda la chiave. Successivamente, ogni volta che quella chiave private viene usata, la password non viene più chiesta.

ssh-add può essere usato per gestire le chiavi ricordate:

Portachiavi

Keychain, fornito dal pacchetto keychain, è uno script di shell che permette di usare l'agente ssh in sessioni multiple sullo stesso computer. Di fatto, dopo il primo avvio ssh-agent crea un socket permanente che permette la comunicazione con ssh. Questo socket è referenziato solo nell'ambiente della sessione in cui l'agente è stato avviato. Keychain permette di rilevare l'agente e propagare l'accesso a tale agente ad altre sessioni: ciò permette di usare su una macchina una singola istanza di ssh-agent per utente.

ssh-askpass

ssh-askpass è un'utilità per semplificare il processo di richiesta della password di una chiave privata quando essa viene usata. Esistono diverse implementazioni:

libpam-usb

libpam-usb è un'utilità (disponibile solo fino a Debian Jessie) che permette l'autenticazione con una chiavetta USB. Questo pacchetto include un'applicazione utile: pamusb-agent. Questa utilità, una volta configurata correttamente, permette di caricare le chiavi SSH presenti sulla chiavetta USB una volta che questa è connessa e di scaricarle quando viene disconnessa.


Comandi in remoto

Se si desidera eseguire un solo comando sul computer remoto, non è necessario fare il login. Si può semplicemente dire a ssh di eseguire il comando senza login, ad esempio:

ssh $remote_user@$remote_host 'ls *.txt'

elenca tutti i file con estensione .txt sul computer remoto. Questo comando funziona con le virgolette singole '...' come nell'esempio, con le virgolette doppie "..." e senza virgolette. Ci possono essere differenze tra le tre cose, però, anche se non verranno documentate in questa pagina.

Login SSH in Debian da un altro sistema operativo

Risoluzione dei problemi

Errore "OpenSSL version mismatch. Built against 1000105f, you have 10001060"

Se si ottiene un messaggio di errore come questo quando si avvia il demone "ssh" è necessario eseguire:

apt-get install openssh-server openssh-client

Vedere anche la segnalazione di bug.

SSH si blocca

Problema

Si sta cercando di connettersi con SSH in un computer remoto, ma durante il login SSH la sessione si blocca/congela indefinitamente perciò non si ottiene mai il prompt dei comandi e non si può usare alcun comando SSH :( Quando si usa la modalità di debug di SSH la sessione si blocca alla riga debug2: channel 0: open confirm rwindow 0 rmax 32768

Possibile causa

Può accadere con alcuni router dietro NAT e quando si usa OpenSSH. Durante l'impostazione della sessione, dopo che è stata fornita la password, OpenSSH imposta il campo TOS (tipo di servizio)type of service) nel datagramma IP. Il router si inceppa lì. L'effetto è che la sessione SSH si blocca per un tempo indefinito. In altre parole, i comandi o le connessioni SSH funzionano di rado o per nulla.

Soluzione con IPQoS 0x00

Fino a quando il produttore del proprio router non corregge il firmware questa è un'opzione per risolvere il problema:

  1. Verificare che le proprie versioni di openssh-server e openssh-client siano uguali a 5.7 o più recenti. Per esempio, la soluzione sottostante dovrebbe funzionare con Debian 7.11 Wheezy o successive dato che forniscono OpenSSH in versione 6.0.

  2. Modificare uno dei due file seguenti che si trovano in:

    ~/.ssh/config

    o

    /etc/ssh/ssh_config

    Notare: il file config è per ciascun utente e il file ssh_config è per tutto il sistema. Se non si è sicuri modificare il file config dell'utente appropriato.

    Contenuto del file prima

    Host *

    Contenuto del file dopo

    Host *
      IPQoS 0x00
  3. Se si ha già un terminale o finestra di console aperta, chiuderli tutti. Facendo così si chiuderà ogni sessione SSH attiva.
  4. Non è necessario riavviare OpenSSH o Debian. Riprovare a usare SSH verso un server remoto. Dovrebbe funzionare e si dovrebbe aver risolto con successo il problema. :)

    Grazie a Joe e catmaker per questo suggerimento :)

    La documentazione correlata è in https://www.openssh.com/txt/release-5.7

Soluzione con netcat

Un'altra opzione per risolvere il problema di SSH che si blocca è di usare ProxyCommand nc %h %p. Per farlo seguire gli stessi passi della soluzione precedente con IPQoS 0x00, ma sostituire IPQoS 0x00 con

ProxyCommand nc %h %p

Mantenere vive connessioni SSH

Per ragioni di sicurezza, una connessione SSH viene in modo predefinito chiusa automaticamente dopo un intervallo di tempo prefissato. In alcuni casi però può essere desiderabile mantenere la connessione aperta. Come nel caso di archiviazione cloud su connessione SSH.

/!\ ATTENZIONE: Prima di attivare l'opzione per mantenere vive le connessioni SSH è suggerito prendere in considerazione la messa in sicurezza sia del proprio client SSH sia del proprio server SSH, perché, ad esempio, c'è il rischio che, se un proprio utente lascia la sua connessione aperta e il suo computer è non presenziato e non bloccato, chiunque possa avvicinarsi al computer e sfruttare quella connessione aperta. Potrebbe ad esempio usare il comando passwd e cambiare la password e perciò ottenere accesso al server. In altre parole, prima di attivare l'opzione per mantenere viva la connessione SSH, è suggerito usare il buon senso e le buone norme di sicurezza.

Per server Debian 7.x

Passi per mantenere attiva una connessione SSH.

  1. Sul server SSH modificare il file "/etc/ssh/sshd_config"

  2. Aggiungere quanto segue in fondo a tale file

    # Mantenere la connessione SSH attiva inviando ogni 300 secondi un piccolo pacchetto keep-alive al server in modo da usare la connessione SSH. 300 secondi equivalgono a 5 minuti.
    ClientAliveInterval 300
     
    # Disconnettere il client dopo 3333 richieste "ClientAlive". Il formato è (ClientAliveInterval x ClientAliveCountMax). In questo esempio (300 secondi x 3333) = ~999.900 secondi = ~16.665 minuti = ~277 ore = ~11 giorni.
    ClientAliveCountMax 3333
  3. Come utente root riavviare il servizio SSH

    service sshd restart

    Notare che sui sistemi Debian recenti (es. Wheezy 7 aggiornata al novembre 2015), il comando descritto sopra non funziona più e restituisce l'errore:

    sudo service sshd restart
    sshd: unrecognized service

    Tuttavia questo funziona:

    sudo service ssh restart
    [ ok ] Restarting OpenBSD Secure Shell server: sshd.