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ToDo translation in progress
Line 37: Line 36:
 1. Avendo più di un controller sata, scsi o ide e l'ordine in cui vengono aggiunti è casuale, questo può portare a nomi di dispositivo come hdX e hdY a cambiare in modo casuale ad ogni avvio; lo stesso vale per sdX e sdY. La denominazione persistente permette di non preoccuparsene più.

 1. Con l'introduzione della nuova gestione dei pata da parte di libata, tutti i device ide hdX diventeranno in futuro sdX. Anche qui, con la denominazione persistente non si noterà nemmeno.
 1. Le macchine con controller sia sata che ide sono oggigiorno comuni, con le modifiche di libata menzionate prima il primo problema che diverrà sempre più frequente è che entrambi verranno identificati come sdX.
 1. Quando si tratta di udev e multipath, le grosse macchine con CPU veloci e adattatori Fibre Channel, switch FC con carico a latenza variabile e archiviazione di dati, controller SCSI, schede di reta ad alte prestazioni, possono avere problemi di asincronia con un ordine di rilevamento e assegnazione dei nomi dei device in fase di avvio quasi imprevedibile.
 1. avendo più di un controller sata, scsi o ide e l'ordine in cui vengono aggiunti è casuale, questo può portare a nomi di dispositivo come hdX e hdY a cambiare in modo casuale ad ogni avvio; lo stesso vale per sdX e sdY. La denominazione persistente permette di non preoccuparsene più
 1. con l'introduzione della nuova gestione dei pata da parte di libata, tutti i device ide hdX diventeranno in futuro sdX. Anche qui, con la denominazione persistente non si noterà nemmeno
 1. le macchine con controller sia sata che ide sono oggigiorno comuni, con le modifiche di libata menzionate prima il primo problema che diverrà sempre più frequente è che entrambi verranno identificati come sdX
 1. quando si tratta di udev e multipath, le grosse macchine con CPU veloci e adattatori Fibre Channel, switch FC con carico a latenza variabile e archiviazione di dati, controller SCSI, schede di reta ad alte prestazioni, possono avere problemi di asincronia con un ordine di rilevamento e assegnazione dei nomi dei device in fase di avvio quasi imprevedibile
Line 122: Line 120:
Anche se le etichette possono avere nomi riconoscibili, è necessario prestare la massima attenzione ad evitare conflitti. Anche se le etichette possono avere nomi riconoscibili, è necessario prestare la massima attenzione per evitare conflitti.
Line 190: Line 188:
Having chosen which naming method you'd like to use, let's now enable persistent naming for your system: Dopo aver scelto quale metodo di denominazione si desidera utilizzare, la si abiliterà per il sistema:
Line 194: Line 192:
Enabling persistent naming in /etc/fstab is easy; just replace the device name in the first column by the new persistent name. In my example I would replace /dev/sda7 by one of the following:{{{
/dev/disk/by-label/home or
Abilitarla in /etc/fstab è semplice, basta sostituire il nome del device nella prima colonna con il nuovo nome persistente. In questo esempio verrà sostituito /dev/sda7 con uno dei seguenti:
{{{
/dev/disk/by-label/home
}}}

oppure

{{{
Line 199: Line 203:
Do so for all the partitions in your fstab file.

Instead of giving the device explicitly, one may indicate the filesystem that is to be mounted by its UUID or volume label, writing LABEL=<label> or UUID=<uuid>, for example:{{{
Ripetere l'operazione per tutte le partizioni nel file fstab.

Invece di fornire esplicitamente il device si può indicare il filesystem da montare tramite l'UUID o l'etichetta, scrivendo LABEL=<etichetta> o UUID=<uuid>, ad esempio:
{{{
Line 205: Line 210:
or{{{ {{{
Line 209: Line 214:
=== Persistent Naming in the boot manager ===

To use persistent names in your boot manager, all of the following prerequisites have to be met:
 1. You are using a mkinitcpio initramfs image
 1. You have udev enabled in /etc/mkinitcpio.conf
 1. When your initramfs image was generated, version 101-3 or greater of klibc-udev was installed (persistent naming is broken in any earlier version). If you are updating klibc-udev from an earlier version and want to use persistent naming, regenerate your initramfs image before you reboot.

In the above example, /dev/sda1 is the root partition. In the grub menu.lst file, the kernel line looks like this:{{{
=== Denominazione persistente nel boot manager ===

Per usare i nomi persistenti nel boot manager, devono essere soddisfatti tutti i seguenti requisiti:
 1. si utilizza un'immagine mkinitcpio initramfs
 1. si ha udev abilitato in /etc/mkinitcpio.conf
 1. quando l'immagine initramfs è stata generata era installata la versione 101-3, o superiore, di klibc-udev (in qualsiasi versione precedente la denominazione persistente è corrotta); se si sta aggiornando klibc-udev da una versione precedente, rigenerare l'immagine initramfs prima di riavviare.

Nell'esempio precedente /dev/sda1 è la partizione di root, nel file menu.lst di grub la linea del kernel appare così:
{{{
Line 220: Line 226:
Depending on which naming scheme you prefer, change it to one of the following:{{{ Modificarla in questo modo, a seconda del sistema di denominazione che si preferisce:
{{{
Line 224: Line 231:
or{{{ oppure

{{{
Line 228: Line 237:
There is an alternative way to use the label embedded in the filesystem. For example if (as above) the filesystem in /dev/sda1 is labelled "root", you would give this line to grub:{{{ C'è un modo alternativo per usare l'etichetta way to use the label inserita nel filesystem, ad esempio se (come sopra) il filesystem in /dev/sda1 è etichettato come "root", si può fornire questa riga a grub:
{{{
Line 232: Line 242:



M
ake a backup:
{{{
corp-bsa-exp-nuvem02:~# cp /boot/grub/menu.lst /boot/grub/menu.lst.old1
}}}


Use the /dev/disk/by-id and edit /boot/grub/menu.lst
Farne una copia per sicurezza:
{{{
~# cp /boot/grub/menu.lst /boot/grub/menu.lst.old1
}}}

Usare il percorso /dev/disk/by-id e modificare /boot/grub/menu.lst
Line 248: Line 254:
Update menu.lst using the same script of kernel packages: Aggiornare menu.lst usando lo stesso script del pacchetto:
Line 257: Line 263:

:~#
}}}
}}}

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(!) ?Discussion

Rigenerare fstab


Per mostrare una partizione appena creata (ad esempio sda6 o sdb7) che non appare in fstab o si vuole montare, digitare come utente il seguente comando in una console:

 ls -l /dev/disk/by-uuid

Verrà mostrato un output come questo:

lrwxrwxrwx 1 root root 10 2007-05-27 23:42 348ea9e6-7879-4332-8d7a-915507574a80 -> ../../sda4
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2007-05-27 23:42 610aaaeb-a65e-4269-9714-b26a1388a106 -> ../../sda2
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2007-05-27 23:42 857c5e63-c9be-4080-b4c2-72d606435051 -> ../../sda5
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2007-05-27 23:42 a83b8ede-a9df-4df6-bfc7-02b8b7a5f1f2 -> ../../sda1
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2007-05-27 23:42 ad662d33-6934-459c-a128-bdf0393e0f44 -> ../../sda6

In questo esempio ad662d33-6934-459c-a128-bdf0393e0f44 è la voce mancante, il passo successivo è inserire l'UUID della partizione in /etc/fstab. Usare un editor di testo (come kate o kwrite) con privilegi di root:

# <device file system>               <mount point>   <type>   <options>    <dump> <pass>
UUID=ad662d33-6934-459c-a128-bdf0393e0f44 /media/sda6 ext3      auto,users,exec 0 2

(!) Nota: il nome del punto di montaggio (in fstab) deve essere una directory esistente.

Descrizione: UUID, etichettare partizioni e fstab


La denominazione persistente del device a blocchi è stata resa possibile dall'introduzione di udev con alcuni vantaggi rispetto a quella basata sul bus.

Nel frattempo che le distribuzioni Linux e udev sono in evoluzione e il rilevamento dell'hardware è sempre più affidabile, ci sono anche una serie di nuovi problemi e modifiche:

  1. avendo più di un controller sata, scsi o ide e l'ordine in cui vengono aggiunti è casuale, questo può portare a nomi di dispositivo come hdX e hdY a cambiare in modo casuale ad ogni avvio; lo stesso vale per sdX e sdY. La denominazione persistente permette di non preoccuparsene più
  2. con l'introduzione della nuova gestione dei pata da parte di libata, tutti i device ide hdX diventeranno in futuro sdX. Anche qui, con la denominazione persistente non si noterà nemmeno
  3. le macchine con controller sia sata che ide sono oggigiorno comuni, con le modifiche di libata menzionate prima il primo problema che diverrà sempre più frequente è che entrambi verranno identificati come sdX
  4. quando si tratta di udev e multipath, le grosse macchine con CPU veloci e adattatori Fibre Channel, switch FC con carico a latenza variabile e archiviazione di dati, controller SCSI, schede di reta ad alte prestazioni, possono avere problemi di asincronia con un ordine di rilevamento e assegnazione dei nomi dei device in fase di avvio quasi imprevedibile

Ci sono altre ragioni ma queste sono al momento, e nel prossimo futuro, le più critiche; ecco perché Debian incoraggia a modificare la configurazione usando il sistema della denominazione persistente.

I quattro sistemi differenti per la denominazione persistente


Denominazione persistente per UUID

UUID sta per Universally Unique Identifier ed è un meccanismo per fornire ad ogni filesystem (non le partizioni) un identificativo univoco, è progettato affinché le collisioni siano improbabili. Tutti i filesystem Linux (incluso lo swap, nonostante non sia assegnato in modo predefinito usando l'installatore debian) supportano UUID; FAT e NTFS no, ma vengono comunque elencati con un identificatore:

$ /bin/ls -lF /dev/disk/by-uuid/

total 0
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 2d781b26-0285-421a-b9d0-d4a0d3b55680 -> ../../sda1
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 31f8eb0d-612b-4805-835e-0e6d8b8c5591 -> ../../sda7
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 3FC2-3DDB -> ../../sda6
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 5090093f-e023-4a93-b2b6-8a9568dd23dc -> ../../sda2
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 912c7844-5430-4eea-b55c-e23f8959a8ee -> ../../sda5
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 B0DC1977DC193954 -> ../../sdb1
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 bae98338-ec29-4beb-aacf-107e44599b2e -> ../../sdb2

Come si può vedere, le partizioni fat e ntfs hanno nomi più corti (sda6 e sdb1), ma sono comunque presenti con un uuid.

Purtroppo sulle grosse macchine potrebbero accadere delle race condition e l'UUID del filesystem potrebbe essere assegnato più volte a device differenti, Linux potrebbe sceglierne uno (in modo casuale) che trova al momento del rilevamento di udev. Ad esempio potrebbe rilevare lo stesso UUID di /dev/sda1 e /dev/dm-1, quindi grub selezionerebbe /dev/dm-1 mentre /etc/fstab usa /dev/sda1, con la conseguenza di non terminare l'avvio a causa del "dispositivo occupato".

Come trovare l'UUID del device

~# blkid
/dev/sda1: UUID="87f2b245-6ab3-4021-bf07-d069b4d387a1" TYPE="ext3" 
/dev/sda2: TYPE="swap" 
/dev/sda3: UUID="a6f7a63f-71ac-4361-b49a-39d62b06f18a" TYPE="ext3" 

Si può notare che la partizione di swap non ha un UUID, l'installatore di Debian Lenny usa una versione di partman che non ne attribuisce uno, lo si può ottenere con mkswap.

Come assegnare un UUID alla partizione di swap

Disattivare in l'attuale swap:

~# swapoff /dev/sda2

Ricrearla ottenendo l'UUID, riattivarla e verificare il risultato:

~# mkswap /dev/sda2
Setting up swapspace version 1, size = 1998737 kB
no label, UUID=7cdfeb21-613b-4588-abb5-9d4049854e9a
corp-bsa-exp-nuvem01:~# blkid
/dev/sda1: UUID="87f2b245-6ab3-4021-bf07-d069b4d387a1" TYPE="ext3" 
/dev/sda2: TYPE="swap" UUID="7cdfeb21-613b-4588-abb5-9d4049854e9a" 
/dev/sda3: UUID="a6f7a63f-71ac-4361-b49a-39d62b06f18a" TYPE="ext3" 
~# swapon /dev/sda2
~# free
             total       used       free     shared    buffers     cached
Mem:      33017956     298700   32719256          0      17060     148668
-/+ buffers/cache:     132972   32884984
Swap:      1951888          0    1951888

Denominazione persistente per etichetta

Quasi ogni tipo di filesystem può avere un'etichetta, tutte le partizioni che ne hanno una sono elencate nella directory /dev/disk/by-label:

$ ls -lF /dev/disk/by-label

lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 data -> ../../sdb2
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 data2 -> ../../sda2
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 fat -> ../../sda6
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 home -> ../../sda7
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 root -> ../../sda1
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 swap -> ../../sda5
lrwxrwxrwx 1 root root 10 Oct 16 10:27 windows -> ../../sdb1

Anche se le etichette possono avere nomi riconoscibili, è necessario prestare la massima attenzione per evitare conflitti.

Si possono modificare le etichette dei filesystems con questi comandi:

* swap: mkswap -L <etichetta> /dev/XXX
* ext2/ext3: e2label /dev/XXX <etichetta>
* reiserfs: reiserfstune -l <etichetta> /dev/XXX
* jfs: jfs_tune -L <etichetta> /dev/XXX
* xfs: xfs_admin -L <etichetta> /dev/XXX
* fat/vfat: in Linux non c'è nessuno strumento per cambiare etichetta, si usi {{{mkdosfs -n <etichetta> <altre opzioni>

durante la creazione del filesystem* ntfs: ntfslabel /dev/XXX <etichetta> o modificarla da Windows }}}

Attenzione: le etichette devono essere univoche, sono applicabili allo stesso modo a penne e hard disk USB o firewire; per le partizioni UN*X il sistema con etichetta o UUID è preferibile a quello di /dev/disk/by-*/ .

Denominazione persistente per id

by-id crea un nome univoco in base al numero seriale hardware, sono destinati a rimanere immutati ad una certa configurazione hardware.

~#  ls -lh /dev/disk/by-id/
total 0
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:52 dm-name-grupo1-lvstripe1 -> ../../dm-8
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-name-mpath0 -> ../../dm-0
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-name-mpath1 -> ../../dm-1
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-name-mpath2 -> ../../dm-2
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-name-mpath3 -> ../../dm-3
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-name-mpath4 -> ../../dm-4
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-name-mpath5 -> ../../dm-5
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-name-mpath6 -> ../../dm-6
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-name-mpath7 -> ../../dm-7
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:52 dm-uuid-LVM-OaDwNcuwdzuuZYAcrbeKNdYsE237BKX2YIEdUN5CsSgeU7WNn5dhtiQPBP9uHU25 -> ../../dm-8
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-uuid-mpath-36005076308ffc36c000000000000000c -> ../../dm-0
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-uuid-mpath-36005076308ffc36c000000000000000d -> ../../dm-1
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-uuid-mpath-36005076308ffc36c000000000000000e -> ../../dm-2
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-uuid-mpath-36005076308ffc36c000000000000000f -> ../../dm-3
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-uuid-mpath-36005076308ffc36c0000000000000112 -> ../../dm-4
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-uuid-mpath-36005076308ffc36c0000000000000113 -> ../../dm-5
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-uuid-mpath-36005076308ffc36c0000000000000114 -> ../../dm-6
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 dm-uuid-mpath-36005076308ffc36c0000000000000115 -> ../../dm-7
lrwxrwxrwx 1 root root  9 2010-10-20 13:51 scsi-360026b9038e49f001270c8b707980d5c -> ../../sda
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-360026b9038e49f001270c8b707980d5c-part1 -> ../../sda1
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-360026b9038e49f001270c8b707980d5c-part2 -> ../../sda2
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-360026b9038e49f001270c8b707980d5c-part3 -> ../../sda3
lrwxrwxrwx 1 root root  9 2010-10-20 13:51 scsi-36005076308ffc36c000000000000000c -> ../../sdr
lrwxrwxrwx 1 root root  9 2010-10-20 13:51 scsi-36005076308ffc36c000000000000000d -> ../../sdc
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-36005076308ffc36c000000000000000e -> ../../sdab
lrwxrwxrwx 1 root root  9 2010-10-20 13:51 scsi-36005076308ffc36c000000000000000f -> ../../sdu
lrwxrwxrwx 1 root root  9 2010-10-20 13:51 scsi-36005076308ffc36c0000000000000112 -> ../../sdn
lrwxrwxrwx 1 root root  9 2010-10-20 13:51 scsi-36005076308ffc36c0000000000000113 -> ../../sdo
lrwxrwxrwx 1 root root  9 2010-10-20 13:51 scsi-36005076308ffc36c0000000000000114 -> ../../sdp
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-36005076308ffc36c0000000000000115 -> ../../sdag
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-mpath0 -> ../../dm-0
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-mpath1 -> ../../dm-1
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-mpath2 -> ../../dm-2
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-mpath3 -> ../../dm-3
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-mpath4 -> ../../dm-4
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-mpath5 -> ../../dm-5
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-mpath6 -> ../../dm-6
lrwxrwxrwx 1 root root 10 2010-10-20 13:51 scsi-mpath7 -> ../../dm-7

Denominazione persistente per percorso

by-path crea un nome univoco in base al percorso fisico più corto (secondo sysfs), contengono stringhe che indicano a quale sottosistema appartengono, non sono adatte a risolvere i problemi discussi all'inizio di questo articolo e non verranno approfondite.

Abilitare la denominazione persistente


Dopo aver scelto quale metodo di denominazione si desidera utilizzare, la si abiliterà per il sistema:

In fstab

Abilitarla in /etc/fstab è semplice, basta sostituire il nome del device nella prima colonna con il nuovo nome persistente. In questo esempio verrà sostituito /dev/sda7 con uno dei seguenti:

/dev/disk/by-label/home

oppure

/dev/disk/by-uuid/31f8eb0d-612b-4805-835e-0e6d8b8c5591

Ripetere l'operazione per tutte le partizioni nel file fstab.

Invece di fornire esplicitamente il device si può indicare il filesystem da montare tramite l'UUID o l'etichetta, scrivendo LABEL=<etichetta> o UUID=<uuid>, ad esempio:

LABEL=Boot

UUID=3e6be9de-8139-11d1-9106-a43f08d823a6

Denominazione persistente nel boot manager

Per usare i nomi persistenti nel boot manager, devono essere soddisfatti tutti i seguenti requisiti:

  1. si utilizza un'immagine mkinitcpio initramfs
  2. si ha udev abilitato in /etc/mkinitcpio.conf
  3. quando l'immagine initramfs è stata generata era installata la versione 101-3, o superiore, di klibc-udev (in qualsiasi versione precedente la denominazione persistente è corrotta); se si sta aggiornando klibc-udev da una versione precedente, rigenerare l'immagine initramfs prima di riavviare.

Nell'esempio precedente /dev/sda1 è la partizione di root, nel file menu.lst di grub la linea del kernel appare così:

kernel /boot/vmlinuz26 root=/dev/sda1 vga=0x318 ro

Modificarla in questo modo, a seconda del sistema di denominazione che si preferisce:

kernel /boot/vmlinuz26 root=/dev/disk/by-label/root vga=0x318 ro

oppure

kernel /boot/vmlinuz26 root=/dev/disk/by-uuid/2d781b26-0285-421a-b9d0-d4a0d3b55680 vga=0x318 ro

C'è un modo alternativo per usare l'etichetta way to use the label inserita nel filesystem, ad esempio se (come sopra) il filesystem in /dev/sda1 è etichettato come "root", si può fornire questa riga a grub:

kernel /boot/vmlinuz26 root=LABEL=root vga=0x318 ro

Farne una copia per sicurezza:

~# cp /boot/grub/menu.lst /boot/grub/menu.lst.old1

Usare il percorso /dev/disk/by-id e modificare /boot/grub/menu.lst

## AFM 22oct2010
## kopt=root=/dev/sda3 ro
# kopt=root=/dev/disk/by-id/scsi-360026b9038e754001270c9de079bca7c-part3 ro rootdelay=15 nodmraid

Aggiornare menu.lst usando lo stesso script del pacchetto:

:~# update-grub
Searching for GRUB installation directory ... found: /boot/grub
Searching for default file ... found: /boot/grub/default
Testing for an existing GRUB menu.lst file ... found: /boot/grub/menu.lst
Searching for splash image ... none found, skipping ...
Found kernel: /vmlinuz-2.6.26-1-amd64
Updating /boot/grub/menu.lst ... done